Oasi Le Mortine

Natura intatta da oltre 50 anni

Oasi Le Mortine

L’Oasi Le Mortine è situata al confine tra Molise e Campania, nei comuni di Venafro e Capriati a Volturno. 110 ettari di proprietà dell’Enel contigui all’Impianto idroelettrico “Presa Volturno”, realizzato negli anni cinquanta, sono stati affidati in gestione nel 1999 al WWF Italia: insieme ad altri 15 ettari di un’isola demaniale fluviale e a un piccolo lago artificiale costituiscono gli oltre 125 ettari dell’area di interesse naturalistico de Le Mortine. La Riserva Naturale Le Mortine è gestita dall’associazione Pianeta Terra Onlus, la direzione operativa è coordinata da Mario Caniglia.

STORIA

L’area si trova al confine settentrionale di quello che era la Riserva Reale di Caccia dei Borboni nel Bosco del Torcino.

Nel 1987 si costituì il Gruppo locale del WWF, che comincia a interessarsi all’area. L’affidamento dell’Oasi in gestione al WWF Italia risale al 1999, ma è solo il 24 giugno 2001 che Fulco Pratesi può inaugurare l’oasi, all’epoca in gestione commissariale a cura dell’Ente Parco del Matese.  Dal 2007  la gestine dell’oasi naturalistica è stata affidata all’Associazione Pianeta Terra Onlus .

L’Oasi ricade all’interno della zona di protezione speciale “Le Mortine” (cod. ZPS: IT8010030) e nel sito di interesse comunitario “Fiumi Volturno e Calore Beneventano” (cod. SIC: IT8010027).

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Fulco Pratesi inaugura l’Oasi WWF Le Mortine.

TERRITORIO

Situata lungo il breve tratto del fiume Volturno che segna il confine tra Molise e Campania, l’Oasi Le Mortine occupa una lanca fluviale artificiale, creatasi in seguito alla costruzione di uno sbarramento per la produzione idroelettrica.

In quest’area, compresa tra le Mainarde e il Matese, il Volturno penetra una fitta coltre boschiva igrofila, frazionata dai rami secondari del fiume che circoscrivono isole impenetrabili dalle caratteristiche uniche; in corrispondenza dello sbarramento Enel si allarga, e le sue acque lente favoriscono lo sviluppo di un canneto che borda anche le sponde del bacino di regolazione. La vegetazione che un tempo abbracciava l’intero corso del fiume è, in questo tratto, ancora ben conservata: si possono osservare tipici popolamenti ripariali formati da esemplari idrofiti ed elofiti, da vegetazione di greto, da arbusteto e, soprattutto, da bosco igrofilo.

INFORMAZIONI AMBIENTALI
FLORA

Nelle zone umide sono rappresentate le diverse formazioni della serie ripariale: la vegetazione ad idrofite, ad elofite, la vegetazione di greto, l’arbusteto ed il bosco idrofilo.

Quest’ultimo è dominato dal saliceto con la presenza del Salice da ceste, del Salice rosso, del Salice bianco e del Pioppo bianco; altro albero dominante è l’Ontano nero che in un area del bosco de Le Mortine va a costituire una tipica Ontaneta con strato arbustivo dominato dal Sanguinello, dal Nocciolo e dal Luppolo.

Nei margini esterni più asciutti compaiono l’Orniello, l’Acero campestre, l’Olmo e qualche esemplare di Farina a testimonianza delle antiche selve planziali che si estendevano sulla piano di Venafro. Nei fossi e nei canali che tagliano il bosco e negli specchi d’acqua effimeri è presentelaflora semisommersa formata da Giunchi, Nastruzi, Veroniche e arbusti di Salice che ai margini delbosco colonizzano il greto opponendosi all’erosione.

Numerose le Orchidee tra le quali spicca la rara Elleborina di palude e l’appariscente Dactylorhiza maculata.

Nel boscosi possono ammirare alcuni alberi di Biancospino, considerati tra i più grandi alberi dell’Italia centro meridionale.

L’insieme degli ambienti acquatici è circondato da uno dei bosco igrofilo (salici, pioppi, ontani) meglio conservati d’Italia, originariamente di circa 100 ettari e ormai intaccato da tagli indiscriminati, di cui l’oasi rappresenta un frammento intatto da almeno 50 anni.

Il canneto a Phragmites australis e il tifeto bordano le ripide rive dell’invaso di regolazione Enel e si sviluppano in piccoli lembi nel contiguo bacio antistante lo sbarramento del Volturno.

Nei fossi e nei canali che tagliano il bosco e nei specchi d’acqua effimeri è presente flora semisommersa: giunco, sparto, nasturzio e veronica. I salici affondano le loro radici nel greto creando isole di vegetazione che contrastano l’erosione; il salice da ceste, il salice rosso e il salice bianco dominano il bosco allagato insieme al pioppo bianco e all’ontano nero.

Nei margini esterni più asciutti compaiono ornielli, olmi, aceri campestri e qualche esemplare di farnia, residuo delle antiche selve planiziali che si estendevano sulla Piana di Venafro.

 

Fauna

I Biotipi de le Mortine sono compresi in rotte migratorie da zone umide in sequenza (Foce del Volturno, zona umida de le Salicelle, Lago Matese, Lago dei Cigni, Lago Falciano, Serra del Lago, Sorgenti del Volturno, Lago di Castel San Vincenzo, Pantano di Montenero Valcocchiara, Lago di Posta Fibreno, altipiani abruzzesi e Lago di Bomba). Questa ubicazione favorisce la frequentazione della tipica avifauna delle zone umide. In particolare nell’Oasi Le Mortine sono numerose le Anatre (Germano Reale, Moriglione, Fischione, Marzaiola, Alzavola, Mestolone, Moretta, Codone) che fanno la spola con il contiguo bacino della tenuta di Torcino. Osservabile stabilmente la Moretta tabaccata, censito anche il raro Fistione turco.

L’Oasi è un’area di sosta per varie specie di trampolieri tra i quali l’Airone Cenerino (Simbolo dell’Oasi), la Nitticora, il Tarabusino, l’Airone rosso e la Garzetta.

Grazie ai vincoli di protezione venatoria dovuti all’istituzione del Parco del Matese, ha fatto la sua comparsa anche l’Airone bianco maggiore.

Tra i rapaci più frequenti si trovano il Nibbio bruno, il Nibbio reale, il Falco pellegrino, l’Albanella e la Poiana. Più rari l’Astrone e lo Smeriglio. Tra gli avvistamenti più rari vanno annoverati la Cicogna nera e la Gru.

Osservabile anche la rarissima Tartaruga palustre autoctona e tra i mammiferi il Tasso. Nel bosco sono presenti il Capriolo, il Cervo, e tra gli avvistamenti più importanti si evidenzia la Lontra, mustelide in via di estinzione che in questo luogo ancora sopravvive. La presenza della Lontra è un importante indice di salubrità dell’area ospitante. L’Oasi Le Mortine insieme alla riserva di Persano, risultano essere, in base a recenti censimenti, i maggiori dormitori per il Cormorano della regione Campania, con oltre 250 esemplari censiti.

Il bacino lacustre e il bosco costituiscono l’habitat ideale di una fauna acquatica diversificata, soprattutto in inverno e nelle stagioni di passo, grazie alla loro posizione sulle rotte migratorie: in primavera vi nidificano germani reali e Gallinelle d’acqua, folaghe e svassi maggiori; vi svernano moriglioni, fischioni, alzavole, marzaiole, morette, codoni, e ancora, l’airone cenerino, l’airone rosso, e la garzetta, il tarabusino e il cavaliere d’Italia. Tra i rapaci si incontrano il nibbio bruno, la poiana, l’astore e il gufo di palude. Abbondano le specie ittiche.

˜Nell’Oasi Le Mortine sono presenti un giardino botanico, stagni didattici, percorsi Natura, capanni bird watching, aree pic-nic attrezzate, percorsi ciclabili, noleggio bici, passeggiate a cavallo.

Mario Caniglia

Mario Caniglia

Company Role

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